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Daniela Corsini e il Filtrismo®

di Paolo Boschi

(Estratto)

Il Filtrismo® è uno stile di fotografia pittorica che nasce a Firenze all'inizio del XXI secolo e sintetizza artisticamente gli studi psicologici sulla percezione dei decenni precedenti, con una modalita tanto complessa quanto lineare. Nelle opere del Filtrismo® il soggetto e prima fotografato in un momento indifferentemente statico o dinamico. Rileva poi una reinvenzione al computer di oggetti e persone, sfondi, piani, colori e linee prospettiche. In tal modo la stampa finale mostra il modo in cui il soggetto e stato vissuto dall'artista attraverso l'ineludibile filtro dalla sua percezione, generatore di quelle suggestioni, evocazioni e associazioni che diventano il momento essenziale della sua produzione. Il risultato puo essere ironico o triste, allegro o inquietante, ma sempre intenso e dinamico, anche se racconta di immense staticita. Le componenti colte dall'obiettivo sono tutte confermate nella loro presenza, ma rielaborate in modo da evidenziare i rapporti e le estraneita che le caratterizzano dal punto di vista dell'artista.

La fondatrice e figura piu influente di questo movimento e Daniela Corsini.
La metodica filtrista rileva anche da un punto di vista sociologico e dello sviluppo emotivo. Nasce infatti, si sviluppa e si afferma in un periodo storico come quello attuale, caratterizzato da network sociali e altre forme di interazione che portano a compartecipare rapidamente ogni emozione, senza lasciare il tempo a chi la sta vivendo di analizzarla e comprenderla. Lo stile filtrista consente invece, se non addirittura impone all'artista di analizzare in profondita le proprie sensazioni davanti al soggetto da rappresentare, poiché questo e il modo che risulta condurre all'elaborazione finale. Pertanto, la produzione effettuata mediante talune forme di grafica automatica o di facile effetto informatico e da considerare del tutto estranea al movimento. Inoltre, l'incontro esplicito con i propri vissuti in fase d'elaborazione puo portare l'artista a focalizzare risultati introspettivi di grande forza, tali da indurlo a mantenere talora riservato il proprio rapporto con il soggetto rappresentato. Probabilmente, proprio per tali esiti alcune opere di Daniela Corsini non sono mai state esposte in pubblico. Per lo stesso motivo, non compaiono nella presente pubblicazione.

Storia

Il termine Filtrismo® risulta coniato durante una delle prime mostre di Daniela Corsini, alla Libreria Feltrinelli di Firenze. In quell'occasione un pensiero espresso a proposito del filtro della percezione fu raccolto e diffuso dai vari artisti e psicologi presenti, generando questa definizione allo stesso modo in cui furono denominate alcune correnti artistiche anteriori.
Gia negli anni precedenti Daniela Corsini, pur mantenendo nelle sue fotografie forme stilistiche tradizionali, aveva parlato della possibilita di mostrare cio che le immagini realmente le evocavano, sostituendo la visione pseudorealistica dell'obiettivo con quella dei propri vissuti. Iniziavano cosi a prendere forma i principi fondamentali del Filtrismo®, analoghi per certi versi a quelli del cubismo, primo fra tutti l'abbandono della riproduzione diretta dei soggetti. Pero, mentre il pittore cubista rappresenta simultaneamente sulla tela diversi aspetti del medesimo oggetto, ovvero cio che conosce dell'oggetto stesso piuttosto che l'immagine colta attraverso l'organo visivo, il fotografo filtrista porta alla stampa il modo in cui cio che si trova al di la della macchina fotografica gli si presenta. Non quindi "quel che sa dell'oggetto rappresentato", ma "il modo in cui quel che sa lo porta a vedere cio che guarda".
Questa concezione ha preso forma anche per l'indagine della Corsini sulle modalita di percezione dell'essere umano effettuata con l'amica Lucia Sprugnoli, psicologa cognitivista fiorentina attivamente impegnata fra l'altro negli studi sulla percezione nella comunicazione interumana. Sono infatti degli anni '90 i prodromi del Filtrismo®, che portano l'artista a falsare i piani fotografati in una prima ricerca di coincidenza fra quanto sia considerabile come oggettivo e le evocazioni che da tale oggettivita sono prodotte. Significativa in questo senso la costante delle opere fluviali corsiniane, dove non rilevano tanto i riflessi increspati dall'acqua di una solidita sovrastante, quanto i modi in cui proprio il mondo superiore diviene ondivago, incerto e ondulato, quasi una rappresentazione del perdersi in un fluido divenire attraverso la negazione delle solidita, metafora della vita piu vera al di la delle pretestuose incastellature tipiche delle ricerche di certezza.

...omissis...

Problematiche e impulsi del Filtrismo®

Il Filtrismo® utilizza un linguaggio artistico che consente di rappresentare in modo analitico la realta per come viene percepita anche e soprattutto emozionalmente, ponendosi di fronte ad essa con atteggiamento scientifico.
Cio genera vari ordini di problematicita.
Intanto, ogni opera consiste nella rappresentazione concreta di una dimensione interiore, per questo talora forse ignota all'artista stesso nei suoi aspetti piu profondi ed eziologici. C'e quindi da chiedersi quanto di cio che viene rappresentato corrisponda effettivamente agli esiti razionalizzati e definitivamente consapevoli di un filtro percettivo e quanto invece all'artista sia dato esclusivamente di cercare l'identita della sua opera nello scambio ineguale fra sé stesso e il proprio intelletto. In definitiva, attraverso la propria produzione ogni filtrista potrebbe arrivare a presentare e forse conoscere piu se medesimo e i propri moventi che non il proprio risultato, o viceversa.
Inoltre, l'artista del Filtrismo® proietta attraverso ogni opera i propri reperti tipici, talora gravati da intenzioni diverse, sui corrispondenti dati di fatto degli osservatori. A loro volta, questi possono denotare un tenore di realta e di percezione proprio, talora pari a quello elaborato dalla reiterazione acritica della fotografia tradizionale e talora piu elevato o diverso, ma quasi mai corrispondente. C'e quindi da chiedersi se all'osservatore sia consentito di cogliere cio che l'artista propone, o se possa vedere solo cio che il filtro della propria percezione gli permette di elaborare rispetto all'elaborazione del filtro dell'artista. Cosi, mentre nelle opere figurative l'autore tende a cogliere sensi universali nei quali l'osservatore possa riconoscere le proprie concezioni del mondo, nel Filtrismo® potrebbe generarsi una sorta di meta-filtro, tale da sviluppare una forza centrifuga anziché centripeta rispetto a quanto viene proposto.
E' aperta anche la questione relativa a come e quanto la tecnica disponibile possa influire sulla produzione, limitando l'artista oppure indirizzandolo come una risposta in attesa di domande anziché come mero mezzo di duttilita espressiva. Ma questa e forse una problematica ricorrente in ogni forma rappresentativa.

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In definitiva, il mezzo di restituzione dei vissuti dell'artista e l'osservatore divengono a loro volta osservati, sottoposti a un ulteriore filtro nell'indagine della realta, fonte inesauribile di stimoli per indagare sé stessi e (oppure "attraverso") la visione dell'essere proposta dai fotografi filtristi.
Cosi, il modo in cui gli elementi rappresentati mantengono una dimensione concreta, armonia o lacerazione con cui la percezione di Daniela Corsini fa arrivare alla sua coscienza la realta osservata, permette di definire il Filtrismo® in tutte le sue correnti e manifestazioni come dotato di una propria individualita forte, che lo distingue dalle altre forme rappresentative e coinvolge profondamente chi si lasci scivolare nel fluire delle sue dinamiche.